CORSI SUB  - BIOLOGIA MARINA
PROGETTO NEMO
 

PARTE TERZA     La classificazione degli organismi viventi 1


Tutti le forme viventi hanno un'unica origine, dapprima unicellulare poi, con aggregazioni di cellule sempre più organizzate, arrivano a formare gli organismi che, derivando l'uno dall'altro in una organizzazione sempre più complessa, vengono guidati in un cammino chiamato evoluzione degli esseri viventi. Gli ingredienti di tutto questo sono la mutevolezza dei caratteri ereditari e la selezione naturale dell'ambiente che determina la sopravvivenza degli organismi più adatti.

Seguire l'evoluzione è come seguire la crescita di un albero in cui da un ceppo comune cominciano le ramificazioni sempre più estese, alcune muoiono, alcune si fermano, altre ne originano delle nuove. Nello stesso modo, da forme viventi sempre più complesse o specializzate, si ritrova l'estinzione, la stabilizzazione, la formazione di nuove specie.

In questo capitolo imparerete quale elementi servono per collocare in giusto modo i più comuni abitanti dei fondali marini mediterranei sull'albero dell'Evoluzione.

IL DENDROGRAMMA
Ogni essere vivente può quindi trovare un posto su ognuno dei rami dell'albero evolutivo, come nell'albero genealogico della famiglia. Lo schema delle varie ramificazioni viene denominato dendrogramma, ossia diagramma ramificato.

Verranno ora trattati i ceppi principali del REGNO Animale, in particolare gli animali organizzati in organismi che costituiscono il SOTTOREGNO Metazoi. Ogni ceppo, interessante perchè a noi evidente durante le immersioni come ad esempio le Spugne, i Vermi, i Molluschi, ... verrà trattato nelle caratteristiche essenziali che lo distinguono e nelle sue principali derivazioni. Di alcuni ceppi (Phyla) tratteremo solo le ramificazioni che hanno per i subacquei un più diretto interesse.

Le suddivisioni principali in cui ci muoveremo sono le seguenti: PHYLUM, CLASSE, ORDINE, FAMIGLIA, GENERE, SPECIE.
Il Phylum si ramifica in più classi, ogni Classe in più ordini, e così via fino ad identificare la Specie, unica per ogni animale.

GLI INVERTEBRATI DEL MARE

LE SPUGNE O PORIFERI
Le spugne sono organismi molto primitivi, con caratteristiche del tutto particolari. Ad esempio le loro cellule non sono organizzate in tessuti e quindi non hanno degli organi nè tantomeno un sistema nervoso e muscolare. Ogni singola cellula però, se separata dalla struttura, è in grado di dare origine ad una nuova spugna completa ! Le spugne possono anche essere coloniali, cioè costituite da tanti singoli individui. Vivono fisse sul fondo, sono variamente colorate e, soprattutto le spugne coloniali, non hanno una forma precisa: possone essere globose, ramificate, incrostanti o arborescenti.

La loro superficie esterna è tappezzata di microscopici fori inalanti, non visibili ad occhio nudo, detti "porociti", attraverso i quali passano le sostanze nutritive e l'acqua che viene poi espulsa tramite una grande e visibile apertura, "l'osculo".
Il corpo delle spugne è sostenuto da un'impalcatura scheletrica formata da piccole strutture denominate "spicole" che possono essere calcaree o silicee, oppure da una rete di fibre di materiale proteico, la "spongina".

In base alla natura di questa impalcatura, le spugne vengono suddivise in tre classi: CALCISPONGE, SILICOSPONGE e DEMOSPONGE.

* CALCISPONGE
spicole calcaree
piccole dimensioni
generalmente bianche
acque superficiali
moderata illuminazione (anfratti, grotte)

genere Clathrina
color giallo acceso, ramificata ed intrecciata a mo' di rete, caratteristica consistenza mollicosa

* SILICOSPONGE
spicole silicee
grandi dimensioni
generalmente biancastre
acque profonde
rare nel Mediterraneo

* DEMOSPONGE
fibre di spongina e a volte spicole silicee
aspetto e colore variabilissimi
private dello scheletro sono le comuni spugne commerciali
qualsiasi ambiente

genere Demospongia
colore nero, forma globosa, è la comune spugna da bagno.

genere Chondrosia
colore marrone, di aspetto reniforme, globosa, liscia e scivolosa, molto comune.

genere Tethya
"arancio di mare", quasi sferica, spesso coperta di minuscole gemme. Color arancio vivo, molto comune.

genere Cliona
perforano substrati calcarei (conchiglie, rocce,ecc...) nei quali poi alloggiano. A volte è difficile individuare la roccia perforata per quanto è stata colonizzata dalla spugna. Vari colori e dimensioni.

genere Axinella
arborescente, color arancio acceso, predilige luoghi ombrosi ed acque non superficiali. La più comune è l'Axinella verrucosa sulla quale vive il celenterato Parazoanthus axinellae.

genere Crambe
incrostante di colore rosso, frequentissima, di solito ricopre le valve del mollusco nostrano Spondylus.

genere Petrosia
colore rosso-viola dovuto alla simbiosi con le alghe azzurre, delle quali tra l'altro si nutre il nudibranco Peltodoris; ramificata e massiccia, comune su fondi rocciosi e coralligeni.

 

    La classificazione degli organismi viventi 2

I CELENTERATI O CNIDARI
Questi primitivi animali vengono così indifferentemente denominati a causa delle loro due caratteristiche peculiarità: l' esistenza di una cavità gastrovascolare interna al corpo, il "celenteron" e la presenza su tutta la superficie corporea di cellule urticanti, gli "cnidoblasti". Il celenteron costituisce la sede della digestione dell'animale e comunica all'esterno tramite un'apertura che costituisce la bocca. Gli cnidoblasti sono capsule contenenti un sottile filamento urticante spiralizzato, con l'estremità appuntita che può venir scaricato all'esterno per difese, offesa o ancoraggio e bloccaggio della preda.
I Celenterati si presentano sotto due tipi particolari di organizzazione: a POLIPO o a MEDUSA e possono essere singoli o coloniali. Hanno inoltre la capacità di produrre una struttura di sostegno calcarea sia esterna (esoscheletro) sia interna (endoscheletro) tale da originare, nei mari tropicali, le cosidette formazioni madreporiche.
Le Classi di suddivisione sono tre: IDROZOI (letteralmente: animali acquatici), SCIFOZOI (animali a forma di tazza) e ANTOZOI (animali a forma di fiore).

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IDROZOI
forma polipoide e medusoide
singoli o coloniali
urticanti
dimensioni macroscopiche e microscopiche    

Ordine Idroidi
in genere colonie polipoidi bentoniche di aspetto piumoso (alcune sembrano felci), cibo prediletto dei nudibranchi, si ritrovano a tutte le profondità. Alcuni sono epifiti sulle foglie della Posidonia.

Ordine Sifonofori
colonie medusoidi planctoniche, provviste di una struttura galleggiante a forma di disco (Velella) o di vescica piena di gas (Physalia). L'incontro con quest'ultima è sconsigliato in quanto fortemente ustionante.

Ordine Milleporini
Colonie polipoidi bentoniche, con massiccio scheletro calcareo, dette corallo di fuoco, molto comuni in acque tropicali

*
SCIFOZOI
forma medusoide
isolati
grandi dimensioni: comprendono le meduse propriamente dette
urticanti    

Cotylorhiza tuberculata
non è pericolosa per l'uomo, ha un colore giallo-bruno e numerosi piccoli tentacoli tra i quali vivono e trovano rifugio alcuni pescetti.

Rhizostoma pulmo
è la medusa più grande del Mediterraneo, di color bianco, con una grande ombrella con il margine frangiato azzurro. Lievemente urticante.

Pelagia noctiluca
è la più urticante, la più piccola e anche la più pericolosa poichè i suoi tentacoli sono estremamente lunghi e sottili, e quindi difficilmente visibili. Colore rosa-bruno.


*
ANTOZOI
forma esclusivamente polipoide
isolati o coloniali
con scheletro o privi
urticanti e non
colonie arborescenti   

                           

OTTOCORALLI
Sono tutti coloniali bentonici e ogni polipo della colonia ha sempre 8 tentacoli, generalmente pennati, distribuiti intorno all'apertura della bocca. L'aspetto globale dell'animale è eretto e/o ramificato. Osservando il "ramo" molto da vicino si possono notare i polipetti aperti con i tentacoli, di solito di colore contrastante con la colonia portante.
Gli ottocoralli mediterranei sono riconducibili in tre raggruppamenti: gli Alcionacei, i Gorgonacei e i Pennatulacei.

Gli ALCIONACEI sono i cosidetti coralli molli, cioè "coralli" senza scheletro le cui colonie presentano un aspetto carnoso. I nostri alcionacei più conosciuti sono l'Alcyonium palmatum e il Parerythropodium coralloides. Il primo viene chiamato comunemente "mano di morto" poichè le ramificazioni somigliano a dita ed è di colore rosso scuro con i polipi bianchi. Il secondo solitamente si incrosta sulle gorgonie formando un manicotto rosso con i polipi giallini.

I GORGONACEI sono colonie con aspetto cespuglioso e arborescente e con scheletro spesso corneo, solo nel caso del corallo rosso lo scheletro è calcareo; i polipi fuoriescono dal sottile rivestimento che riveste la colonia.
Le gorgonie sono le più conosciute e rappresentative di quest'ordine. L'Eunicella cavolinii e l'E.singularis si presentano come grossi rami la prima di colore giallo e la seconda bianco e si ritrovano anche a bassa profondità. La gorgonia rossa invece, Paramuricea clavata, non ama la luce forte e predilige acque a temperatura più bassa, quindi è più profonda. Sott'acqua, se non viene illuminata, appare nera con un effetto piumoso bianco tutt'attorno, dovuto ai suoi polipi espansi.
Anche il corallo rosso, Corallium rubrum, fa parte di quest'ordine. E' tipico ed esclusivo del Mediterraneo e di poche altre zono atlantiche, è di un bel rosso vivo con i polipi bianchi. La sua struttura di sostegno è calcarea con le colonie ramificate nelle tre direzioni dello spazio. E' amante di acque tranquille, fredde, poco luminose e limpide.

I PENNATULACEI si presentano sotto forma di colonie a forma di penna, conficcate nel substrato di tipo molle, i polipi non sono evidenti come negli altri ottocoralli. Non hanno scheletro. Il genere più noto è Pennatula.


ESACORALLI
Sono individui solitari o coloniali, bentonici, dotati tutti di 6 tentacoli lisci o multipli di 6. La distinzione con gli ottocoralli è immediata in quanto i tentacoli dei polipi degli esacoralli sono generalmente incontabili (ma sicuramente, dopo un'accurato conteggio, multipli di 6), al contrario che per gli altri.
In questa categoria rientrano le attinie, le madrepore, i ceriantus.

GLI ATTINIARI si presentano sempre sotto forma di singolo polipo di dimensioni piuttosto grandi, dotati di una sorta di piede basale con il quale possono compiere piccoli spostamenti. Sono privi di scheletro e vivono in tutti gli ambienti, a tutte le profondità.
L'Actinia equina, conosciuta come pomodoro di mare, è solitamente rossa. Comunissima, vive nelle zone di marea
L'anemonia sulcata, detta spaghetti di mare, ha i tentacoli bruno-verdi con le punte viola data la presenza di alghe simbionti.
L'Alicia mirabilis cambia drasticamente forma tra la notte e il giorno: di notte si allunga superando anche i 30-40 cm. di altezza e lungo il corpo è disseminata di piccole protuberanze a forma di fiore; di giorno assume un aspetto contratto ed è molto più piccola. E' urticante anche quando è chiusa.
L'Aiptasia mutabilis ha i numerosi tentacoli di un verde trasparente, striati di bianco ed è anch'essa urticante per l'uomo.

I MADREPORARI si presentano solitari o coloniali ma hanno tutti comunque la caratteristica dello scheletro calcareo. Nei mari tropicali raggiungono la massima espansione, sia in varietà di specie che in dimensioni. Nel Mediterraneo ne sono comunque presenti una discreta varietà.
Cladocora cespitosa è un madreporario coloniale che raggiunge da noi discrete dimensioni. Sopra lo scheletro calcareo si sviluppano i polipi di color bruno-trasparente. E' tipico di fondi duri.
Astroides calycularis si presenta con estese colonie color arancio, dai primi metri fino a circa i 50 mt.

Gli ZOANTIDEI sono privi di scheletro e danno origine a colonie spesso incrostanti su altri organismi. Ad esempio il Parazoanthus axinellae sviluppa la propria colonia sulla spugna Axinella. Quest'animale forma delle mini praterie gialle sommerse, assai note ai subacquei.
Gerardia savaglia sembra all'apparenza una gorgonia, è dotata di scheletro corneo ed è il cosidetto falso corallo nero. I polipi sono gialli e grandi e spesso ricopre i rami di Paramuricea. Predilige acque calme, fredde e profonde.

I CERIANTARI sono polipi solitari con aspetto simile alle attinie, vivono infossati nel fango e nella sabbia e avvolgono il corpo in un tubo costruito dall'animale stesso con il fango ed una secrezione mucosa. Si distinguono dalle attinie oltre che per il tubo, per la doppia corona di tentacoli che hanno: una più grande esterna colorata ed una all'interno di questa più piccola.
Cerianthus membranaceus vive dalla superficie fino ai 50 mt., si ritrova sia su fondi molli che fra le praterie di Posidonia.

 
    La classificazione degli organismi viventi 3


I MOLLUSCHI
Questo gruppo di animali comprende forme assai diverse tra loro per aspetto, tipo di comportamento, habitat occupato, ma tutte sono accumunate da una serie di caratteristiche essenziali presenti in ogni mollusco: il capo, con i tentacoli e gli occhi; il piede con cui strisciare, muoversi o infossarsi, il sacco dei visceri che comprende in pratica il corpo, il mantello che rappresenta la pelle dell'animale e la conchiglia -quando presente- che è secreta dal mantello.
I molluschi vengono qui suddivisi per semplicità in 5 classi principali: GASTEROPODI, BIVALVI, POLIPLACOFORI, SCAFOPODI e CEFALOPODI

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GASTEROPODI
I GASTEROPODI hanno un'unica conchiglia che può essere più o meno spiralizzata o semplicemente piatta a forma di cappello, hanno tutti un capo provvisto di tentacoli e un piede con il quale si muovono.
Sono raggruppati in 3 sottoclassi: i Prosobranchi (provvisti sempre di conchiglia, sono le comuni chiocciole di mare), gli Opistobranchi (con conchiglia presente o assente, in genere di piccole dimensioni) e i Polmonati (le lumache terrestri).
I gasteropodi prosobranchi più primitivi sono rappresentati da quelle conchiglie poco spiralizzate, come ad esempio le "patelle" e le "orecchie di Venere" che spesso vengono confuse con i bivalvi, poichè la conchiglia è appiattita. Mentre tra i gasteropodi opistobranchi rientrano i conosciutissimi NUDIBRANCHI, privi -come dice il nome- di conchiglia , di piccole dimensioni e coloratissimi. Questa colorazione così accentuata ha un particolare significato per questi animaletti: viene infatti da chiedersi come mai non cercano di nascondersi o di mimetizzarsi, come fanno gli altri piccoli animali, ma anzi, si mettono così in evidenza con i loro bellissimi colori ? La spiegazione sta nel fatto che i nudibranchi si nutrono di alcuni celenterati idrozoi e trasferiscono le cellule urticanti di questi sulla loro pelle risultando così disgustosi e velenosi per gli altri predatori.

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BIVALVI
I BIVALVI hanno la conchiglia divisa in 2 parti incernierate tra loro, possono abitare i fondi duri e quelli mobili; quest'ultimi hanno il piede, che non serve più a strisciare, trasformato in una sorta di lingua in modo tale da riuscire ad infossarsi al meglio. I bivalvi si substrato duro invece si ancorano al fondo per mezzo del "bisso". Il bivalve più grande del Mediterraneo è la Pinna nobilis che vive nei fondali di Posidonia e sul substrato sabbioso.


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POLIPLACOFERI
I POLIPLACOFORI hanno la conchiglia suddivisa in 8 parti, attaccate una sull'altra. Spesso, poichè abitano la stessa zona litorale e si dispongono nello stesso modo, vengono confusi con le patelle. Sono chiamati anche Chitoni.


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SCAFOPODI
Gli SCAFOPODI hanno la conchiglia che somiglia ad una piccolissima zanna di elefante, tubulare, bianca, con aperture rotonde alle etsremità. Il piede è forte e muscoloso, adatto allo scavo.


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CEFALOPODI
I CEFALOPODI sono i molluschi più evoluti che sembrano avere poco in comune con gli altri molluschi. Hanno il capo ben sviluppato con occhi complessi, una bocca che si apre al centro dei tentacoli provvista di mascelle cornee a forma di becco, il piede trasformato in tentacoli e in un organo per la propulsione, l'imbuto. La conchiglia può essere presente, assente o interna. I cefalopodi possono avere 10 braccia, di cui 8 uguali e 2 più lunghe, oppure 8 tentacoli in tutto. I primi sono chiamati DECAPODI e sono cefalopodi che possono nuotare liberamente come il calamaro oppure più legati al fondale come le seppie. I 2 tentacoli più lunghi sono utilizzati dall'animale per catturare le prede, infatti hanno nel tratto terminale, a forma di paletta, una serie di ventose. Durante il nuoto queste 2 braccia sono nascoste tra gli altri tentacoli e vengono allungate al momento opportuno.

I Cefalopodi con 8 tentacoli in tutto sono chiamati OTTOPODI. In genere sono animali di fondo che possono però nuotare se vengono disturbati; i tentacoli di uguale lunghezza possono avere una o due serie di ventose e non possiedono conchiglia. La conchiglia che ha l'Argonauta argo in realtà non è una vera conchiglia perchè non si è formata dal mantello dell'animale ma viene utilizzata dalla femmina per contenerci le uova.
Tra gli ottopodi va ricordato il polpo, l'Octopus vulgaris, che è il cefalopode più frequente del Mediterraneo, dotato di una certa intelligenza e capacità di apprendimento. Da non confondersi con l'altro polpo nostrano, il moscardino, che i tentacoli con una sola serie di ventose.
L'ultimo gruppo di cefalopodi che ci interessa è quello rappresentato dal Nautilus, unico esemplare vivente, munito di una cinquantina di tentacoli e di conchiglia esterna, spiralizzata e concamerata con la quale riesce a mantenersi a mezz'acqua e a far parte perciò degli animali pelagici e non bentonici.

GLI ANELLIDI
Sono tutti i vermi, sia marini (POLICHETI), sia terrestri come il lombrico (OLIGOCHETI), che di acqua dolce come le sanguisughe (IRUDINEI).
Sono caratterizzati dalla presenza di numerosi segmenti che formano il corpo dell'animale, denominati metameri e da una spaziosa cavità interna al corpo, chiamata celoma

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POLICHETI
I POLICHETI, cioè i vermi marini, sono così denominati per la presenza di tante setole sul corpo, generalmente ai lati. Possono condurre una vita sedentaria, restando più o meno fissi al substrato, o strisciare sul fondo aiutandosi con delle alette laterali carnose presenti su ogni segmento, chiamate parapodi. I policheti SEDENTARI si costruiscono tutti un tubo nel quale rifugiarsi in caso di pericolo; il tubo può essere flessibile e viene costruito dall'animale con una secrezione mucosa raccogliendo fango e sabbia, come ad esempio lo Spirografo o può essere rigido, calcareo ed è sempre secreto dal verme che lo abita, ad esempio Serpula sp.. I policheti ERRANTI non hanno involucri di nessun tipo a protezione ma si spostano liberamente sul fondo mostrandosi in tutta la loro varietà di colori: il vermocane è di un bel colore verde acceso, con sfumature arancio e con i ciuffetti laterali bianchi.

GLI ECHIURIDI
Di questo gruppo, assai affine agli Anellidi, l'esemplare più noto ai subacquei è la Bonellia viridis. Tipico di fondi duri, presenta il corpo a forma di oliva sempre nascosto sotto le rocce ed una lunghissima proboscide che si biforca in due rami nel tratto terminale. Il colore è verde scuro e la particolarietà di questa specie è che l'animale che si incontra è sempre e solamente la femmina, in quanto il maschio è microscopico e parassita aulla proboscide di lei. Appena viene toccato sott'acqua si ritira lentamente come un lungo elastico.

 

    La classificazione degli organismi viventi 4


I BRIOZOI

Questo gruppo comprende piccoli animali che vivono in colonia, che sono bentonici fissi e che sono in grado di produrre scheletri calcarei. Somigliano vagamente ai polipi dei celenterati. La colonia ha dimensioni variabili: può essere microscopica come quando colonizza le foglie di Posidonia oceanica o avere dimensioni visibili come il famoso "corallo degli stolti" o Miriapora truncata, la "rosa di mare" o Sertella beaniana.

GLI ARTROPODI
Vengono qui raggruppati tutti quegli animali dotati di zampe con le quali potersi muovere. Del gruppo fanno parte i CROSTACEI, gli insetti, gli aracnidi, le zecche, ecc...
Il corpo degli artropodi è diviso in 3 regioni principali: capo, torace e addome. Nei crostacei più evoluti, il capo e il torace formano insieme una struttura detta carapace, robusta e resistente, costituita da chitina. Anche il resto del corpo però è ricoperto da uno sheletro esterno chitinoso, chiamato appunto esoscheletro, con il quale l'animale si protegge e difende. Periodicamente, proprio perchè lo scheletro è esterno, quando l'animale cresce, va incontro ai processi di muta cambiando lo scheletro esterno.
I crostacei più grandi del Mediterraneo appartengono quasi tutti all'ordine dei DECAPODI, cioè hanno 5 paia di zampe con le quali camminano. Possono essere NATANTI, nuotatori dal corpo allungato come i gamberi o REPTANTI, cioè "che camminano" con corpo cilindrico e sono le aragoste, i granchi e i paguri.

Le ARAGOSTE e i GAMBERI sono chiamati MACRURI, hanno l'addome ben sviluppato e le zampe con cui camminano sono solo quelle del torace, quelle dell'addome sono infatti trasformate in alette per ossigenare le uova, quando presenti. Palinurus vulgaris è la nostra comune aragosta rossa, mentre Homarus gammarus è l'astice o lupicante che è proprio un'altra specie diversa dall'aragosta e non è il maschio. Tra i gamberi va sicuramente ricordato il Palaemon serratus, tipico incontro di fondo roccioso in acque poco profonde.

I GRANCHI o BRACHIURI sembrano crostacei senza l'addome: in realtà è nascosto ripiegato ventralmente. Tra i granchi più conosciuti ricordiamo Calappa granulata, o granchio melograno, con le sue enormi chele che vive nella sabbia; Dromia vulgaris o granchio facchino, con zampe corte e pelose e corpo quasi sferico e il Pachygrapsus marmoratus o granchio corridore che vive nelle zone di spruzzo.

I PAGURI o ANOMURI hanno invece l'addome molle ripiegato sotto il torace e se lo riparono nascondendolo nei gusci lasciati vuoti dal mollusco, cioè nelle conchiglie, vi si ancorano saldamente e si trascinano la loro "casa" in giro, cambiandola di tanto in tanto.

GLI ECHINODERMI

Sono animali privi di capo con uno scheletro calcareo formato da una serie di piastre articolate e saldate tra loro. Al contrario dei molluschi o dei crostacei lo scheletro degli echinodermi è interno, sotto l'epidermide degli animali, la quale ricopre anche gli aculei del riccio di mare. Gli Echinodermi sono tutti marini e comprendono le STELLE MARINE, le OLOTURIE, i RICCI, le OFIURE o STELLE SERPENTINE e i CRINOIDI o GIGLI DI MARE. Riescono a muoversi sul fondo grazie ad un sistema di locomozione collegato ai "pedicelli ambulacrali" dell'animale che si allungano o si contraggono per la presenza del liquido interno.

Gli ASTEROIDEI o STELLE DI MARE sono appiattiti ed hanno il corpo formato da un disco centrale dal quale si dipartono 5 o più braccia. Sono tutti carnivori e cibandosi prevalentemente di molluschi bivalvi e gasteropodi hanno messo a punto un sistema di nutrizione particolare: la bocca si apre inferiormente, al centro delle braccia, la stella si posiziona sopra al mollusco e facendo leva con i pedicelli ambulacrali presenti sotto le braccia, allarga appena le valve del mollusco e vi immette il proprio stomaco all'interno estroflettendolo! Molte stelle hanno proprietà rigenerative per le braccia, cioè se viene amputato un arto, può ricrescere anche duplice a seconda del punto di rottura.
La Coscinasterias tenuispina si rinviene spesso con numerose braccia irregolari proprio per la caratteristica di cui sopra. E' molto diffusa, di color verde-bruno, attiva predatrice.
La classica stella rossa è invece l'Echinaster sepositus. L'Astropecten aurantiacus è la stella a pettine tipica di fondali sabbiosi/melmosi, ha una serie di aculei gialli sporgenti dai lati del corpo da cui deriva il nome volgare.
Asterina gibbosa ha una forma più pentagonale dovuta alle dimensioni delle braccia che sono molto più corte e al corpo centrale che è più largo.

Gli OFIUROIDEI, OFIURE o STELLE SERPENTINE sono appiattite con il corpo a disco centrale e braccia lunghe e sottili articolate rispetto al corpo. Vivono sotto le rocce e amano poco la luce.
L'ofiura più comune è Ophiothrix fragilis.

Gli ECHINOIDEI o RICCI DI MARE sono erbivori, hanno forma globosa e lo scheletro è formato da piastre saldate su cui si innestano gli aculei. Si distinguono in RICCI REGOLARI e IRREGOLARI.
I Ricci Regolari sono i più comuni, sono diffusi ovunque e sono muniti di aculei. tra questi ricordiamo il Paracentrotus lividus e l'Arbacia lixula conosciuti erroneamente come riccio maschio e riccio femmina. Vivono infatti nelle stesse zone e sono molto simili tra loro: il Paracentrotus è di colore variabile dal bruno al violacei mentre l'Arbacia è sempre nero scuro. Inoltre i primo è commestibile mentre il secondo no.
Sphaerechinus granularis ha discrete dimensioni, di colore viola con gli aculei bianchi sulle punte. Sempre tra i ricci regolari ricordiamo Echinus melo, riccio melone; Centrostephanus longispinus con corpo piccolo e aculei molto lunghi e sottili, non molto comune; Cidaris cidaris o riccio matita con grossi e tozzi aculei.
I Ricci Irregolari hanno il corpo ovale, vivono infossati nel detrito o nella melma, il loro scheletro mostra sulla parte superiore una figura a stella che rappresenta il sistema locomotorio trasformato. Hanno aculei molto corti e fragili che formano una sorta di manto peloso attorno all'animale, come in Spatangus purpureus, il più noto.

Gli OLOTUROIDEI, OLOTURIE o CETRIOLI DI MARE, hanno un corpo cilindrico allungato che poco ricorda quello degli altri echinodermi. I pedicelli ambulacrali sono disposti in file e quelli intorno alla bocca sono trasformati in tentacoli retrattili. Alcune specie di oluturie hanno l'abitudine, se infastidite, di espellere dal corpo i diverticoli intestinali. Questi filamenti bianchi sono collosi e invischiano come in una rete piccoli animali.

I CRINOIDEI o GIGLI DI MARE hanno un piccolo corpo centrale munito di cirri per ancorarsi e 5 braccia lunghe, flessuose dotate di pinnule laterali con le filtrano dall'acqua il nutrimento. L'Antedon mediterranea è il crinoide più diffuso, si trova dai 15 metri in giù ancorato a gorgonie e alghe con colorazione estremamente variabile.

I CORDATI
Sono raggruppati in questo phylum animali assai diversi tra loro, alcuni Invertebrati e tutti i Vertebrati conosciuti, ma che presentano una serie di caratteristiche comuni almeno in una parte del loro ciclo vitale: la corda dorsale -abbozzo di ciò che diventerà colonna vertebrale- e le fessure branchiali.

Tra gli Invertebrati i TUNICATI sono il gruppo più rappresentativo. Essi si dividono in 3 classi: ASCIDIACEI, LARVACEI e TALIACEI.

Gli ASCIDIACEI o ASCIDIE sono i Tunicati più conosciuti dal subacqueo. Hanno una spessa tunica secreta dall'epidermide formata da una sostanza detta tunicina ed un corpo a forma di sacco con 2 sifoni: l'inalante dal quale l'animale fa entrare l'acqua che poi verrà filtrata per ricavarne il nutrimento e l'esalante dalla quale dopo, verrà espulsa. Sono animali bentonici sessili, solitari o coloniali. L'esponente più famoso del gruppo è Halocynthia papillosa, inconfondibile grazie al suo colore rosso vivo e ai due sifoni molto evidenti. Vive a tutte le profondità preferendo zono poco luminose. Quando viene toccata si ritrae contraendosi.
Il Microcosmus sulcatus è estremamente mimetico e agli occhi dei più praticamente irriconoscibile: sembra infatti un sasso sul quale si insediano numerosi altri microorganismi. Caratteristico di fondi melmosi detritici.
Clavelina lepadiformis è piccola e trasparente, si ritrova a grappoli di individui collegati dalla base in comune. Tipica di fondali duri.

I TALIACEI sono invece planctonici e possono essere anche loro solitari o coloniali. Dato il loro tipo di vita sono trasparenti e hanno una forma che ricorda le meduse. Le Salpe sono i tipici rappresentanti di questo gruppo, possono essere incontrate unite tra loro a formare un lungo cordone trasparente superficiale o si possono incontrare isolate, di più grandi dimensioni.


Tra i VERTEBRATI marini ricordiamo i PESCI, i RETTILI, gli UCCELLI e i MAMMIFERI.

 

    La classificazione degli organismi viventi 5

I VERTEBRATI
L'AMBIENTE MARINO


Dal phylum Cordati, come abbiamo visto, deriva il subphylum Vertebrati che sono divisi nelle ben note 5 classi: PESCI, ANFIBI, RETTILI, UCCELLI, MAMMIFERI.
Ovviamente ci occuperemo solo di quelli che hanno interesse per noi, cioè dei Vertebrati marini.
La struttura di uno scheletro interno, caratteristica di tutti i vertebrati, permette di raggiungere grosse dimensioni corporee, con una elevata funzionalità e robustezza della struttura.
Le grandi dimensioni, la mobilità, lo sviluppo cerebrale, hanno fatto dei vertebrati i dominatori del MACROAMBIENTE colonizzando prima l'ambiente acquatico con i pesci, passando gradualmente all'ambiente terrestre e aereo con gli anfibi, i rettili gli uccelli e i mammiferi.
Da ognuna delle classi di cui sopra, troviamo esempi di ritorno al mare dalla terraferma, riprendendo le strutture evolutivamente lasciate, idonee all'ambiente acquatico (forma idrodinamica, pinne,....):
Questo fenomeno che si chiama CONVERGENZA EVOLUTIVA consente ad ogni classe di ritentare l'evoluzione in ogni tipodi ambiente.
Non vi fate ingannare perciò dalla forma e da dove vive un animale: dire che un delfino è un pesce è come dire che un uomo è un uccello non volatore come il tacchino, perchè cammina con due zampe.


I PESCI
I pesci sono i primi vertebrati che hanno colonizzato l'ambiente acquatico; hanno colonna vertebrale longitudinale molto leggera, si muovono grazie al movimento delle pinne pettorali. La funzione delle pinne dorsali e vertebrali è però quella di semplici "alette stabilizzatrici".
Il loro corpo è ricoperto di squame e di un muco che li protegge dagli attacchi di molti parassiti.
La loro forma, comportamento, fisiologia e riproduzione, variano tantissimo in funzione dell'ambiente in cui vivono.
Una prima grossa distinzione è quella tra pesci PELAGICI e pesci legati al benthos, denominati anche NECTOBENTHOS.
Nei pesci pelagici prevale la forma idrodinamica a "siluro" con pinne caudali, pinne pettorali ben evidenti come stabilizzatori (squalo), o a scomparsa (tonni).

I pelagici sono predatori, hanno vista e sensori chimici e meccanici (linea laterale) ben sviluppati per la predazione, colorazione grigia/azzurrognola/argentato con ventre chiaro e dorso scuro (contrombreggiatura) e si muovono spesso in gruppi chiamati BANCHI.

I bentonici o nectobentonici, sono quelli con più o meno strette correlazioni con il fondo. La loro forma e colore dipenderà dal tipo di substrato e dal livello del legame con esso.
Ad esempio su fondi molli troviamo le sogliole e le razze, pesci tipicamente piatti; altri che ispezionano il fondo con "baffi" chiamati barbigli, come le triglie; mentre su fondi duri troviamo pesci che perdono la forma idrodinamica e si mimetizzano con il fondo come gli scorfani, i blennidi (bavose), i signatidi (cavallucci marini).
Altri pesci nectobentonici hanno la forma parzialmente idrodinamica perchè effettuano brevi spostamenti e i loro comportamenti e la loro colorazione sono interconnessi al tipo di vita, ad es. le donzelle, le castagnole,...
I pesci si dividono in due classi: CARTILAGINEI e OSSEI.

Tra i pesci cartilaginei i rappresentanti più noti sono gli squali (SELACI) e le razze. Il loro scheletro è costituito da una cartilagine, ossificata solo in alcuni punti e sono tutti privi di vescica natatoria. I Selaci compensano questa assenza sviluppando una potente coda (pinna caudale) formata dal lobo superiore più lungo di quello inferiore e lunghe pinne pettorali per stabilizzarsi meglio. Le razze invece, essendo nectobentoniche, non hanno bisogno di una potente coda che infatti si presenta lunga ed appuntita, ma sviluppano le pinne pettorali a guisa di ali per gli spostamenti . Il medesimo adattamento è molto evidente anche nelle mante che popolano l'ambiente pelagico proprio grazie a queste potenti "ali". Un'altra caratteristica dei pesci cartilaginei è la presenza su ogni lato del corpo, delle fessure branchiali -di solito in numero di 5, 6 o 7- facilmente individuabili. La bocca ha un taglio ventrale sia negli squali che nelle razze tale da consentire a quest'ultime di "brucare" sul fondo alla ricerca di piccoli animali.
I pesci ossei sono tutti gli altri pesci: dal comune pesce rosso al potente tonno. La pinna codale è quasi sempre formata da due lobi di pari lunghezza; e tranne alcune particolari famiglie nectobentoniche (es: blennidi), hanno tutti la vescica natatoria. Nel pesce osseo è presente, lateralmente al corpo, vicino l'occhio, l'opercolo branchiale che protegge le branchie interne e si muove durante la respirazione.
Dalle squame di un pesce si può risalire alla sua età: così come osservando gli anelli di accrescimento della sezione di un tronco d'albero. I pesci cartilaginei e i pesci ossei hanno squame diverse: vi siete mai chiesti perchè è più facile squamare un pesce piuttosto che un altro? Le squame dei pesci ossei sono facilmente removibili facendo il "contropelo" all'animale. Il contrario avviene ad esempio con uno squalo: le squame infatti sono saldamente ancorate al corpo del pesce e, al contrario dei parenti ossei, hanno la stessa origine embrionale dello smalto dei denti, quindi anche molto robuste! Difatti, un tempo, la pelle di un tipo di squalo, lo smeriglio, veniva utilizzata come carta vetrata.

I RETTILI
I rettili marini presenti in mediterraneo sono solo le tartarughe (ordine cheloni).
Le zampe modificate a pinna mantengono all'interno parte della struttura ossea degli arti anteriori e posteriori. Hanno la pelle coperta di scaglie, la bocca munita di un becco osseo atto a strappare brandelli dicarne, il corpo è protetto da una corazza detta CARAPACE formata da PIASTRE OSSEE che fondono la colonna vertebrale e le costole tra di loro. Il carapace è una struttura integrante del corpo, non può essere rimosso o bucato perchè ciò ne provocherebbe la morte.
Le tartarughe sono protette, è vietato comprare o importare oggetti di tartaruga.
Protette spesso sono anche le spiagge dove solitamente non depongono le uova.
Caretta
Dermochelys



GLI UCCELLI
Gli unici uccelli realmente acquatici sono i pinguini. Questi infatti hanno perso la capacità di volare: le ali sono modificate in pinne e sono utilizzate per il nuoto, le zampe palmate sono molto corte e impiegate nel nuoto come timoni. Dopo la giovane età perdono il piumaggio e rimangono protetti da uno spesso strato di grasso sottocutaneo. Il maschio e la femmina si alternano nella cura delle uova.


I MAMMIFERI
Sono un tipico esempio di convergenza evolutiva in cui dalla classe più evoluta dei vertebrati si ritorna all'ambiente iniziale tramite lo sviluppo di strutture che, in tre modi diversi, li riportano ad essere particolarmente adatti all'ambiente marino.
Le caratteristiche comuni a tutti i mammiferi marini sono: respirano aria, hanno sangue caldo (omeotermi), partoriscono figli vivi (vivipari) e li allattano, per difendersi dal freddo si proteggono con grasso sottocutaneo e scambiano il calore dalle pinne, sono molto intelligenti, hanno sistemi di comunicazione complessi ed articolati, gli arti sono trasformati in pinne, nuotano muovendo la pinna caudale in senso verticale.
La classe dei mammiferi marini si divide in tre ordini:   
    Cetacei
    Sirenidi o Sirenii
    Carnivori - Pinnipedi


I Cetacei sono i meglio adattati all'ambiente acquatico, si dividono in Odontoceti (con i denti) e Misticeti (con i fanoni).
Gli Odontoceti sono predatori, gli arti posteriori sono regrediti e delle pieghe cutane formano la coda e la pinna dorsale, sono i più idrodinamici, veloci, intelligenti; tra loro troviamo le Orche, i Delfini, i Capodogli......
Molto interessante è lo studio del comportamento dei Delfini: un esempio curioso è il loro modo di sostenere il piccolo in superficie e di proteggerlo dalla predazione, questo comportamento può essere la spiegazione dei molti casi di aiuto e protezione dato dai Delfini a molti naufraghi.
Nei Misticeti troviamo le Balene e le Balenottere. Sono i vertebrati più grandi della terra in particolare la Balenottera Azzurra. I Misticeti si cibano direttamente dalla base della piramide alimentare filtrando dalll'acqua tramite i fanoni il Plancton, Sardine ed Acciughe. Questo salto di alcuni gradini della piramide alimentare consente loro di sfruttare al massimo la perdita di energia per consentirgli di mantenere le enormi dimensioni.
I Sirenidi o Sirenii sono degli erbivori di grosse dimensioni, vivono alle foci dei fiumi in acqua dolce o salmastra e sono molto pacifici e socevoli. La loro origine evolutiva sembra essere la stessa dei Proboscidati. A questo ordine appartengono le famiglie dei Dugonghi e dei Manati o Lamantini; ciò che differenzia in maniera evidente le due famiglie sono la forma della coda a "V" nei Dugonghi e a "pala rotonda" nei Manati. Da questi strani animali è derivata la legenda delle sirene sia per i suoni che emettono sia per come tengono il piccolo fra le braccia in superficie.
I Dugonghi vivono sulle coste e nelle foci dei fiumi del Mar Rosso e dell'Oceano Indiano, i Lamantini nelle foci dei fiumi del Mar dei Caraibi e delle zone calde dell'Oceano Atlantico. Ambedue le famiglie sono protette nella maggior parte dei paesi in quanto sono in via di estinzione a causa della caccia senza limiti che hanno subito.
I Pinnipedi sono un sottordine dei carnivori, a questi appartengono i Leoni Marini (Otarie), le Foche, i Trichechi, gli Elefanti Marini. In questo gruppo vi sono degli adattamenti intermedi che consentono parte della vita sulla terra, in particolare la riproduzione, l'allattamento, la vita sociale. Gli arti anteriori e posteriori, in particolare nei Leoni Marini, sono molto più evidenti ed utilizzabili anche per camminare in terra. I Leone Marini si distinguono dalle Foche per un muso più evidente, la presenza di padiglioni auricolari, arti più articolabili e probabilmente una maggiore intelligenza; i loro gruppi sociali hanno come base degli harem sorvegliati dai maschi più forti.

I Mammiferi Marini complessivamente costituiscono una ricchezza naturale per tutti noi; essi possono essere considerati dei nostri cugini acquatici da rispettare e da difendere. Per molti di loro non si è ancora capito se, rispetto a noi, c'é una differenza di livello di intelligenza o semplicemente un differente modo di interpretare un'intelligenza al nostro stesso livello.
 

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