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ISOLA DI GIANNUTRI                                                                                          


La più meridionale delle isole del Parco dell'Arcipelago Toscano, 150 km circa (80 miglia) la separano dall’isola di Gorgona che è più settentrionale; ha una superficie di 260 ettari e uno sviluppo costiero di 11 km. Dista circa 14 km dal Giglio e 12 km dall’Argentario.
Abitanti: 20 persone circa escluse le presenze nella stagione turistica.

Se ne sta un po' in disparte rispetto alle altre isole dell'arcipelago toscano. Ma è proprio questa distanza geografica a rendere l'isola molto speciale, forse addirittura unica ed inimitabile.
Giannutri è un paradiso piccolo piccolo: è larga 500 metri, lunga più o meno 5 chilometri, una bella passeggiata. È meta di numerose escursioni ed è frequentata soprattutto dai subacquei, attratti dal fascino dei suoi fondali. Già nell’antichità Giannutri aveva affascinato i Romani, che vi costruirono un porto e splendide ville patrizie. Tutt’intorno il mare custodisce ancora oggi relitti di navi romane.
Fra le tante leggende che aleggiano sulle terre dell’arcipelago, quella di due fantasmi avvolge ancora oggi la piccola isola a forma di mezza luna. Si racconta infatti che alla morte di Gualtiero Adami, il capitano garibaldino, figlio di un ministro del governo toscano del Guerruzzi, che aveva vissuto su Giannutri per quarant’anni dal 1882, la sua donna non abbia voluto lasciare l’isola ma che anzi, presa dalla follia, sia diventata una selvaggia creatura della macchia, dove si crede che ancora vaghi il suo ululante fantasma. La  spettacolare bellezza dei suoi fondali e la varietà della specie ittiche di Giannutri consentono di fare qui le più belle immersioni del Mediterraneo. Nello scenario dei fondali sono presenti falesie, grotte, praterie di poseidonia, gorgonie, rose di mare, cavallucci marini, stelle marine, coralli, ricciole, dentici, saraghi, spugne, ma anche relitti di navi affondate in questo scoglio in mezzo al mare. L'incontro con un delfino, una balena o una tartaruga sono rari ma possibili, in particolare durante le traversate tra l'isola e la terraferma.
Giannutri è luogo di natura pura e dura. Nessuna spiaggia, solo rocce inaccessibili agli scalzi. Dall'altura principale, il Poggio Capel Rosso, una vetta di 85 metri, si vede solo mare, a sud non c'è verso di scorgere terra nemmeno nelle giornate limpide: la vertigine del vuoto compensa quella dell'altitudine. Il silenzio è rotto solo dai mille rumori della natura: che qui è l'unico attore.
Per preservare il suo ricco patrimonio naturale dal rischio di spoliazioni urbanistiche e marine, l'isola di Giannutri è stata dichiarata Parco Marino ed è quindi particolarmente protetta e controllata dalle Autorità.
L 'area marina è stata suddivisa in due livelli di tutela: la Zona 1 è riserva integrale e la Zona 2 è di semplice protezione.

Nella Zona 1 :
- è vietato il transito di barche a motore  e l'attracco di natanti di qualsiasi genere
- è proibita la pesca o qualsiasi danneggiamento agli organismi animali e vegetali dal fondo
- è consentito l'accesso ai bagnanti e lo snorkelling

Nella Zona 2 :
- è proibita la pesca e la caccia subacquea. 
- ai residenti è consentita la pesca sportiva con la canna e la lenza, mentre per i non residenti è necessaria l'autorizzazione dell'autorità marittima.

È consentito l'attracco di barche a motore e la permanenza in rada per la notte nelle aree di Cala Maestra e di Cala Spalmatoio .
È possibile raggiungere l'isola in nave, partendo da Porto Santo Stefano. Effettua il servizio la compagnia
MareGiglio.

 
 

Zone tutelate

-  A terra: il 100% del territorio (zona 2)
-  A mare: in parte (zona 1 e zona 2), esclusi due corridoi di accesso per le imbarcazioni. In zona 1 sono vietati l’accesso, la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e l’immersione. In zona 2 la pesca è regolamentata dall’Ente Parco.


In base ai decreti ministeriali emanati il 21/7/89 ed il 29/8/90, l'isola di Giannutri è da ritenersi Parco Nazionale Marino.
La zona A, zona di riserva integrale, si estende da Punta del Calettino ad oltre Cala Brigantina, e da Punta Secca a Punta San Francesco fino ad una distanza di mille metri dalla costa; il tratto di mare oltre questo limite e fino ad una distanza di tre miglia dalla costa è da considerarsi zona B. In zona A "l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità. Sono pertanto vietate le attività che ne determinino in qualsiasi modo l'alterazione. In particolare nelle aree di mare comprese in detta zona sono vietati il transito di barche a motore sotto costa, l'attracco di natanti, nonché qualsiasi attività di pesca ed asportazione degli organismi".

La zona B, zona di "protezione", l'intera isola non già compresa nella zona A, fino ad una distanza di tre miglia dalla costa. In tale zona, in armonia con i fini istitutivi del parco, sono consentite, secondo gli usi tradizionali oppure secondo i principi dell'agricoltura biologica, le attività agro- forestali, nonché di raccolta di prodotti naturali nelle aree protette terrestri e marine... La pesca professionale, purché effettuata con tramagli di lunghezza non superiore a cento metri, con palamiti o con lenze, è consentita ai soli residenti; è consentita inoltre la pesca sportiva da terra con la sola lenza.

Come si è visto, il decreto è abbastanza vago e nettamente diverso dalla regolamentazione imposta alle altre riserve, dove in zona A è esplicitamente vietata l'immersione con autorespiratore. Per quanto riguarda Giannutri, questo veto esplicito è assente: sembrerebbe quasi che l'immersione sportiva fosse possibile, visto che questa non è una attività che "determini in alcun modo l'alterazione dell'ambiente naturale"...

Riviste (dal 2004 al 2000) che parlano di Giannutri

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