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IMMERSIONI COSTA DELL'ARGENTARIO                                                                                                                                                        
 
ARGENTARIO   LA CALETTA
IL FARO
IL CRISTO
SECCA DELLA CACCIARELLA
CALA GRANDE PUNTA NORD
CALA GRANDE PUNTA SUD
SECCA DI CALA MORESCA
ARGENTAROLA PARETE
ARGENTAROLA GROTTE
PUNTA DEL BOVE
SCOGLIO DEL CORALLO INTERNO
SCOGLIO DEL CORALLO ESTERNO
SECCA DI CAPO DUOMO
SECCA DELLA MADDALENA



COSTA DELL'ARGENTARIO

Monte Argentario era probabilmente, in origine, un'isola che successivamente si è unita alla costa tirrenica tramite due sottili braccia di terra, formatisi per l'accumulo progressivo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine. Proteso in mare per circa 15 chilometri, esteso per 6.023 ettari, oggi l'Argentario si presenta come un promontorio unico nel suo genere, collegato alla terraferma da due tomboli naturali (Giannella e Feniglia) e da un istmo artificiale (diga di Orbetello). Delle due dune, la Feniglia ha conservato per intero la vegetazione ed è coperta interamente da una pineta. È uno spettacolo suggestivo, vedere questa lunga distesa che confina solo con la spiaggia. Il promontorio è prevalentemente montuoso, con la vetta massima alta 635 metri del Monte Telegrafo. La costa è quasi interamente rocciosa con numerose falesie e scogliere a picco sul mare. Grazie alla sua privilegiata posizione geografica e alla ricchezza di insenature, il Promontorio dell'Argentario ha sempre costituito, per gli antichi popoli di navigatori, un felice e sicuro punto d'approdo. Sembra che persino i Fenici si siano stanziati nella zona nell'area meridionale del Monte, sulla quale si estendono oggi Porto Ercole e la Feniglia. Il primo insediamento umano all'Argentario risale certamente ad epoche remote; lo attestano i numerosi reperti archeologici rinvenuti sia nella Grotta degli Stretti che in quella di Cala dei Santi. Di straordinario valore strategico, il Promontorio fu dotato di torri di avvistamento e di segnalazione per far fronte al costante pericolo di incursioni dal mare. Furono gli Spagnoli a trasformare il Monte Argentario in una poderosa macchina bellica, con un formidabile complesso di fortificazioni. Il clima del promontorio dell'Argentario ha caratteristiche mediterranee. Ad inverni mai contraddistinti da temperature rigide (la media del mese più freddo, gennaio, è di 8°C), corrispondono estati particolarmente calde e secche (la media del mese più caldo, agosto, è di 26°C). I venti prevalenti sono quelli provenienti dai quadranti di N-NW-W-SW, quali Tramontana, Maestrale, Ponente, Libeccio, mentre il vento dominante è sicuramente il Maestrale che, sia in estate che in inverno, soffia con forti raffiche che in alcuni giorni rendono praticamente impossibile la navigazione di fronte a Porto Santo Stefano.

All'Argentario si può ammirare la famosa palma nana, che nasce spontanea e viene ricoperta da una fitta macchia mediterranea, che si alterna alle coltivazioni di olivi, di viti e di alberi da frutto. Nei vigneti, faticosamente ricavati terrazzando i fianchi del monte, si coltivano i rari vitigni Ansonico e Riminese. Da quando esiste, cioè da una ventina di anni, Cala Galera, il primo marina italiano, ha concentrato su di sé il traffico nautico più consistente. Incastonata in una delle cale più pittoresche, alla base di Monte Filippo, può ospitare circa 700 scafi dai 6 ai 50 metri, con un'entrata che consente l'ingresso anche durante le mareggiate più temibili, con traversia da E e SE. È però certamente più suggestivo fermarsi a Porto Ercole, centro di vacanze e di vita notturna, se si riesce a trovare qualche posto libero ai due pontili vicino all'ex stabilimento Cirio, o ai pontili posti sul lungomare Andrea Doria, o ai pontili galleggianti posti sul molo frangiflutti Santa Barbara. Porto Santo Stefano, dall'altra parte del promontorio, ha una capienza e quindi un'affluenza di turisti molto maggiore, ma il porto, o meglio i due porti esistenti, sono meno agibili, oberati come sono dal traffico dei traghetti per le isole e dalla numerosa flotta peschereccia. In ogni caso, con barche di piccole dimensioni, si può ormeggiare, avendo preso accordi con il locale Yacht Club, alle banchine da questo gestite a nord del Cantiere Argentario, oppure alla banchina di Piazzale Candi tra i traghetti e i pescherecci, oppure ancora nel Porto Vecchio, che però è più esposto alla traversia dei venti da N e NE. Porto Ercole e Porto Santo Stefano possono essere il punto d'arrivo e di partenza dello stupendo periplo del promontorio. Partendo da Cala Galera-Porto Ercole, la prima meta che si incontra, per ormeggiare e fare il bagno, è l'Isolotto, disabitato e completamente ricoperto da una bassa vegetazione. Altro punto dove si può ormeggiare felicemente è, coperti da Punta Avoltore, davanti all'Elefante Bianco, la villa dei reali olandesi. Continuando il periplo, passati davanti alla punta Torre Ciana, c'è la splendida Isola Rossa, dai fondali cristallini e la fauna prorompente, ma se siete amanti della pesca all'aspetto, dovete fare un'altro paio di miglia e raggiungere Capo Uomo, il regno delle spigole e dei dentici. Completando il periplo, si passa quindi davanti all'isola Argentarola, che i più anziani ricordano ancora meta preferita dai numerosi esemplari di foca monaca, che vivevano nei grottoni dell'Argentario e andavano a mangiare l'uva dei vigneti più bassi sul mare.

Chi giunge qui via terra, ha varie possibilità di noleggiare per un giorno o un week-end imbarcazioni sul posto. Si trovano facilmente gommoni veloci, che effettuano il servizio taxi per gite turistiche nell'Arcipelago toscano, o barche per effettuare immersioni o battute di pesca, che ospitano generalmente anche fino a 12 subacquei con equipaggiamento.

L'Argentario è anche l'ideale punto di partenza per visitare due isole dell'arcipelago toscano: Giglio (ad appena 7 miglia) e Giannutri (a 10 miglia). Il Giglio ha uno sviluppo costiero di circa 28 chilometri e ha tre centri abitati: Giglio Castello, Giglio Porto e Campese. Il Picco della Pagana è alto 496 metri e Giglio Castello è splendidamente arroccato a 400 metri, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici e noto per gli ottimi ristoranti dalla cucina tipicamente maremmana. L'unico ormeggio riparato è invece Giglio Porto, dove le barche da diporto possono ormeggiare alla banchina di levante, a volte anche in maniera confusa, quando l'affluenza estiva è straripante e rende difficile la convivenza con la manovra del traghetto che ormeggia al pontile. A Campese, dall'altra parte dell'isola, il fondo sabbioso dà una buona tenuta, ma l'isola e la Punta Faraglione coprono adeguatamente solo dai venti dei primi due quadranti, lasciando alle quiete nottate estive la possibilità di pernottamento sicuro. Molto più bassa Giannutri, solo 93 metri, a 9 miglia dal Giglio. L'ormeggio consigliato è quello a Cala Spalmatoio, ben ridossata da quasi tutti i venti, dove però l'accesso a terra è costituito soltanto da due piccoli tratti banchinati. La zona dà quindi la possibilità di passare un ottimo fine settimana, con navigazioni di poche ore, anche a vela, raggiungendo sempre mete estremamente interessanti, sia dal punto di vista paesaggistico che da quello ittico e gastronomico.

 
 
 
 
     
 

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Monte Argentario